Come proteggere la carrozzeria dopo una nevicata

All’inizio sembra tutto immobile. Il vialetto ovattato, l’auto coperta da un manto uniforme, il tempo che rallenta. Poi arriva il momento di uscire, e la bellezza lascia spazio alla realtà… uno spesso strato di neve ghiacciata sulla carrozzeria, vetri appannati, sportelli che faticano ad aprirsi. È il lato meno romantico dell’inverno, non è vero? E se non si interviene, l’inverno lascia il segno. Letteralmente. Perché la neve, oltre a essere acqua, è anche un concentrato di impurità, sale, residui inquinanti e detriti trasportati dal vento. Sostanze che, una volta depositate sulla carrozzeria, possono agire in profondità, così come graffi invisibili, opacizzazione, micro-corrosioni, praticamente tutto comincia da lì. Eppure basterebbe poco per prevenirlo, se si sa come farlo.
Anche d’inverno, l’auto può restare pulita ed efficiente… basta non dimenticarsene proprio quando è nascosta sotto la neve.

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I primi gesti contano più di quanto immagini

Dopo una bella  intensa, la tentazione di agire d’impulso è forte e davvero si fatica a non scappare a prendere una scopa o un raschietto, per poter liberare in fretta l’auto, magari per riuscire ad andare al lavoro in orario o semplicemente per parcheggiarla meglio.
Attenzione a questi “piccoli” e insignificanti gesti, perché dettati dalla premura e dalla frettolosità diventano rischiosi al punto da compromettere l’integrità della carrozzeria. Il ghiaccio non è neve. È duro, appuntito, aderente alla superficie. Rimuoverlo con forza equivale a passare della carta vetrata su una superficie lucida e a creare graffi e segni difficili da cancellare.

Il primo consiglio, per quanto possa sembrare ovvio, è anche il più difficile da seguire, è quello di non avere fretta e iniziare a pulire la nostra auto dalla neve partendo dal tetto (sempre) per scendere via via verso il cofano, i vetri, i parafanghi. Non usare mai spazzole dure o strumenti metallici mentre se possibile, è preferibile che tu possa indossare guanti adatti e provare a sollevare la neve a mano, asportando il grosso senza trascinare nulla. Se sotto c’è ghiaccio, accendi il motore e lascia che il riscaldamento interno faccia il suo lavoro, sciogliendo in modo naturale ciò che non si può rimuovere meccanicamente. Questo step ti aiuterà anche a valutare rapidamente lo stato complessivo dell’auto, e magari capire dove si sono accumulati più residui, quali punti sono ancora umidi o nascosti.

Ma l’inverno non è  solo la neve e con i primi freddi un’altra attenzione fondamentale riguarda il sale che viene sparso sulle strade per evitare il ghiaccio, ma dal lato nostro agisce come un agente corrosivo potentissimo, soprattutto se lasciato agire indisturbato sulla carrozzeria dell’auto. 

Spesso non lo vediamo, ma è ovunque, così sulle ruote, nei passaruota, lungo i profili laterali; ecco perché è importante non rimandare il lavaggio a "quando farà più caldo". Ogni giorno che passa aumenta il rischio che il sale intacchi gli strati protettivi della vernice, iniziando un processo di micro-corrosione che, nel tempo, può portare a deterioramenti importanti, anche se si parte appena da piccole macchie, che poi si trasformano in ossidazioni o sfogliature nel tempo.
Anche le parti inferiori, spesso trascurate, meritano attenzione e vanno valutati i sottoporta, i paraurti, i cerchi. Lì il sale si annida più a lungo, protetto da zone meno esposte al sole e alla vista.

E poi ci sono i vetri, apparentemente più resistenti, ma in realtà vulnerabili a sbalzi termici e detriti. Un evento classico è avere i tergicristalli bloccati dal ghiaccio. In questo caso mai forzarli, ma sempre meglio attendere che il calore interno li liberi. Una buona prassi è anche quella di controllare che le guarnizioni delle portiere non siano rigide o ghiacciate, perché un'apertura forzata può romperle o spezzare le parti più vecchie e indurite. Anche il solo gesto di aprire la portiera può provocare uno strappo, se le guarnizioni sono congelate. Una piccola distrazione, un danno evitabile.

Bisogna partire allora da qui, da una cura che inizia anche prima del lavaggio vero e proprio e a vantaggio di una guida che offre più sicurezza, più visibilità, più durata nel tempo. È da qui che si comincia a guidare davvero, anche dopo una notte di neve. E solo quando questi gesti preliminari sono stati compiuti con attenzione, si può passare alla fase successiva, ovvero il lavaggio e la protezione.


Il lavaggio dopo la neve è un’azione di difesa

Appena finisce di nevicare, si è tentati di pensare che il ghiaccio scivolerà via da solo, ma i cristalli di sale e i micro detriti trasportati dall’asfalto si depositano sulla vernice, soprattutto sulle superfici orizzontali come il tettuccio, il cofano o il portabagagli e lì restano. Invisibili a occhio nudo, ma molto attivi a livello chimico.

 La prima azione da fare allora, in questi casi, è lavare l’auto con acqua pulita, abbondante, per rimuovere le particelle più grossolane prima ancora di sfiorare la carrozzeria con un guanto o un panno. Serve uno shampoo adatto, che rispetti la superficie trattata e che sia capace di detergere senza annullare eventuali protettivi già presenti. Un prodotto ideale è Shampoo Wax, uno shampoo neutro e delicato che deterge a fondo senza intaccare la vernice o i protettivi già applicati. E servono strumenti che non graffino, che scivolino sul tetto, sui montanti, sul cofano, seguendo i movimenti corretti, sempre dall’alto verso il basso, mai in circolo, mai avanti e indietro a caso. Fa al caso Shampoo Glove, un guanto in microfibra che cattura lo sporco senza graffiare la superficie.
Una volta lavata, l’auto non è ancora “salva”, ma deve essere asciugata correttamente, perché l’acqua, se resta in superficie, può ghiacciare con le basse temperature, oppure lasciare residui calcarei che a lungo andare intaccano la brillantezza del colore. 

Ecco perché anche in inverno, l’asciugatura è un passaggio fondamentale e può essere perfetto un accessorio come Microfibre Cloth gold, un panno super assorbente che evita la formazione di aloni e macchie di calcare. E poi c’è il gesto più importante, quello che spesso si dimentica, ovvero la protezione che va fatta soprattutto dopo una nevicata, quando serve rinnovare lo scudo invisibile che ci separa dalle intemperie. Si tratta di applicare uno strato protettivo, come una cera, un polish o un detailer specifico, che aiuti a respingere acqua, sporco, sale. Che renda la superficie idrofobica, cioè capace di non trattenere le gocce, e quindi di restare più pulita nel tempo. Questo non solo migliora l’aspetto estetico dell’auto, ma rende più facile la manutenzione nei giorni successivi.

Per una protezione extra contro sale e agenti chimici, applica una cera protettiva come Polish Protective Wax, che crea una barriera sulla vernice e facilita la rimozione dello sporco nei lavaggi successivi.


Cosa fare e cosa ripetere nei giorni successivi

Una nevicata può sembrare un evento isolato, ma i suoi effetti si prolungano nel tempo, anche quando il cielo torna sereno, le strade restano umide, il freddo pungente continua a incidere su vernici e plastiche, e il sale rimane nell’aria e nelle pozzanghere. Per questo, la vera protezione della carrozzeria non finisce con un solo lavaggio, ma si costruisce nei giorni seguenti, con piccoli gesti ripetuti.
Uno dei segreti sta nell’utilizzo intelligente dei quick detailer, come Brightening Protective Detailer uno spray da applicare ogni 2-3 giorni con un panno in microfibra Microfibre Cloth red per ravvivare la brillantezza, elimina aloni e calcare leggero, rinnova la barriera protettiva tra un lavaggio e l’altro. Basta pochissimo, appena un’applicazione leggera, e senza necessità di risciacquo, per eliminare i primi segni di calcare, gli aloni lasciati da una pioggerella acida, o semplicemente per ridare luminosità al tetto, spesso il primo a risentire dell’aggressione degli agenti esterni. 

Anche la gestione delle plastiche esterne richiede una cura specifica, perché con il passare dei giorni, l’escursione termica tra notte e giorno può causare microfessure, ingiallimenti o perdita di tono nei materiali più esposti. Un prodotto giusto come Plastic Refresher può ripristinare il colore, sigillare la superficie, migliorare la resistenza ai raggi UV.
Infine, non bisogna dimenticare il controllo periodico delle zone più sensibili, come le guarnizioni del tetto, i bordi del parabrezza, i canali di scolo dell’acqua, verificati passando un panno asciutto per evitare l’accumulo di umidità o detriti che, nel tempo, possono favorire l’insorgere di muffe, cattivi odori, infiltrazioni. In questo senso, proteggere la carrozzeria è anche prevenire ciò che non si vede, ma che inevitabilmente si manifesta alla lunga.


Dove finisce la neve, comincia la cura

Proteggere davvero un’auto in inverno non significa aspettare il bel tempo, perché la neve, il gelo, la pioggia acida fanno parte quotidiana di questa stagione ed è lì che comincia il lavoro più importante. Non per vanità, ma per rispetto verso un mezzo che ci accompagna ogni giorno e merita di essere trattato con attenzione. Anche dopo una tempesta, anche quando fuori sembra tutto asciutto. Perché una carrozzeria protetta non è solo più bella. È più sicura, più longeva, più pronta a portarti lontano.

Omaggi inclusi con ogni ordine!