Come proteggere le guarnizioni dell’auto dal freddo e dall’usura

Ci si accorge sempre troppo tardi. Le portiere che fanno resistenza… gli spifferi d’aria che filtrano quando fuori gela e quel fastidioso scricchiolio di gomma secca ogni volta che si apre il baule. Eppure, basterebbe poco per evitare che il freddo rovini le guarnizioni dell’auto in modo irreversibile. Ma chi ci pensa davvero? Le guarnizioni sono tra le parti più trascurate di una vettura, ma sono anche tra le più esposte a sole, pioggia, ghiaccio, polvere, smog. Giorno dopo giorno perdono la loro elasticità e iniziano a fessurarsi, a perdere colore, ad indurirsi. Ma come si fa ad intervenire e pure in tempo?

In questa nostra nuova guida troverai:


Quando il freddo fa danni invisibili

Il freddo non arriva mai da solo e quasi sempre porta con sé ghiaccio, umidità, vento tagliente e se per noi basta un cappotto, per l’auto le cose si complicano. Dopo giornate umide e gelide i danni si vedono subito e si tratta ora del parabrezza appannato, domani della batteria che stenta a partire, e succede poi un giorno che una portiera stenta a chiudersi. Sono le guarnizioni. Non ci si pensa, finché un giorno succede. E arrivano gli spifferi, le infiltrazioni, il fastidio crescente di una macchina che sembra perdere compattezza, tenuta, comfort. Questi elementi in gomma, che sono per l’appunto le guarnizioni, infatti sono pensate per adattarsi al movimento costante della carrozzeria. 

 Ma come ogni materiale vivo, hanno bisogno di idratazione ed è proprio durante l’inverno che questa necessità si fa ancora più pregnante e così perché è soprattutto l’alternanza caldo-freddo, l’esposizione a pioggia e gelo, il contatto prolungato con detriti e sporco urbano che possono accelerare il loro processo di indurimento. L’effetto visibile è la presenza di microfessure lungo la loro superficie, ma anche un colore spento e opacizzato, per non parlare della compromissione della loro funzione isolante.In questi casi, il miglior alleato è Plastic Refresher, un trattamento specifico pensato per rinnovare e proteggere guarnizioni e plastiche esterne dell’auto. Si tratta di un fluido leggero, che si applica facilmente in pochi minuti con un panno in microfibra asciutto su superfici pulite, restituendo tono, elasticità e protezione contro i raggi UV e l’inquinamento. Il prodotto aiuta a prevenire l’effetto “secco” e la formazione della tipica patina grigiastra, mantenendo le guarnizioni morbide e protette. Non lascia residui oleosi e può essere utilizzato anche sulle plastiche esterne. L’ideale è ripetere il trattamento ogni due mesi, oppure in coincidenza con i cambi stagione come ottobre e marzo.

 

 


Ripristinare il colore, proteggere a lungo

A volte, però, non basta prevenire, perché ci si accorge tardi delle plastiche esterne e delle guarnizioni consumate e già segnate dal tempo e dall’usura e il loro colore racconta di tante piogge e tantissime giornate di sole. Problema funzionale sì certamente, ma purtroppo anche estetico, perché l’auto perde definizione e le superfici sembrano invecchiare tutte insieme. Ma non è ancora troppo tardi. Per fortuna. 

In questi casi, serve un prodotto in grado di ripristinare il colore originale, di restituire uniformità e offrire protezione duratura come Plastic Restorer Black, si tratta di una soluzione protettiva nera studiata per rigenerare plastiche esterne e guarnizioni sbiadite senza però alterare l’aspetto naturale del materiale e con un effetto che non è solo visivo, ma anche protettivo, perché non si limita a tingere, ma crea un rivestimento resistente, capace di isolare le superfici da nuove aggressioni climatiche. Una volta applicato correttamente, il prodotto forma una barriera che resiste al sole, alla pioggia, al gelo, ai lavaggi. Alla fine del trattamento il nero sarà pieno, profondo, nessun effetto lucido, nessuna sensazione plastificata. Solo una superficie che torna viva, coerente con l’estetica dell’auto e una protezione attiva che rallenta l’invecchiamento delle superfici trattate.

Bisogna però avere cura di applicare il trattamento su superfici perfettamente pulite, prive di residui e asciutte, aiutandosi con la spugna integrata o un pad manuale con cui stendere una piccola quantità di prodotto lungo tutta la superficie, con movimenti lenti, circolari e uniformi. Quando si fanno trattamenti come questi è sempre meglio avere a disposizione un ambiente non troppo freddo, magari al chiuso o all’ombra, per permettere al prodotto di fissarsi senza interferenze. È un intervento che può essere effettuato ogni tre o quattro mesi, o comunque quando si nota che l’effetto visivo inizia a svanire. Ma già dopo la prima applicazione, la differenza è evidente.


Un gesto da ripetere, con metodo

 

Come per tutte le parti dell’auto, la chiave della durata non è solo la qualità del prodotto, ma la regolarità con cui si applica. Le guarnizioni andrebbero trattate almeno 3-4 volte l’anno, con maggiore frequenza nei mesi di transizione stagionale. Un buon momento è proprio l’autunno, quando si preparano le condizioni ideali per l’aggressione invernale, ma anche in primavera, dopo mesi di gelo, può avere senso restituire elasticità ai materiali.

Chi vive in zone particolarmente umide o con forti sbalzi termici dovrebbe considerare questi trattamenti parte integrante della propria routine di manutenzione ordinaria, proprio come si controlla l’olio o si pulisce il parabrezza, così proteggere le guarnizioni dovrebbe diventare una semplice abitudine.

E non servono quantità eccessive di prodotto, né strumenti complicati. Basta scegliere i prodotti più adeguati e The Care nasce proprio da un'idea che è quella di poter prendersi cura di ogni parte dell’auto, anche la più piccola, con soluzioni efficaci, semplici da usare e progettate per durare. E ricordiamolo sempre, proteggere l’auto non è semplicemente una questione di estetica, semmai vuol dire mantenere l’efficienza, evitare danni futuri, ridurre costi di sostituzione e significa, soprattutto, avere la consapevolezza di aver fatto qualcosa di buono. Anche se invisibile.

Omaggi inclusi con ogni ordine!