
C’è una zona dell’auto che spesso dimentichiamo. Sta in alto, quasi fuori dal nostro campo visivo quotidiano. Eppure, è la parte che riceve per prima la pioggia, che si sporca di polvere anche quando il resto della carrozzeria sembra ancora pulito. Il tettuccio è esposto. Sempre. Al sole diretto, al pulviscolo dell’aria, ai residui degli alberi sotto cui parcheggiamo. E quando si tratta di lavare l’auto, è anche la superficie più difficile da raggiungere e da trattare in modo corretto. Molti lo puliscono frettolosamente, come fosse un’estensione qualunque della carrozzeria. Altri lo ignorano del tutto, convinti che non faccia troppa differenza. Ma sporco, acqua stagnante e microgranuli di sabbia possono, col tempo, intaccare la vernice, e con queste microfessurazioni causare e favorire l’opacizzazione.
Prendersi cura del tettuccio significa proteggerlo esattamente come si fa con il cofano o con i pannelli laterali e farlo con attenzione, evitando errori comuni che possano compromettere la superficie.
In questa guida troverai:
- Il primo errore è pulire il tettuccio troppo in fretta
- La luce sbagliata può rovinare tutto
- La manutenzione invisibile che premia
- La differenza è nel gesto, non nella quantità
Il primo errore è pulire il tettuccio troppo in fretta
Uno degli sbagli più comuni? Prendere un guanto o una spugna e iniziare subito a strofinare, magari perché il tettuccio appare solo un po’ impolverato. Ma la polvere non è innocua, anzi spesso contiene sabbia fine, detriti invisibili, residui organici che, se trascinati sulla superficie con movimenti rapidi, possono agire come carta vetrata. Il risultato? Micro graffi, opacità, perdita progressiva della brillantezza e tutta una serie di conseguenze.
In primis, allora, va bene un risciacquo abbondante, lento, uniforme e meglio se con acqua a bassa pressione, partendo da un angolo e lasciando che il flusso trascini via lo sporco senza che questo possa rigare la superficie. A questo punto e solo quando la superficie è libera dai residui visibili si può passare alla vera e propria detersione. Per chi ha un’auto con vernice lucida, la scelta migliore è Shampoo Wax, uno shampoo con cera integrata che, oltre a detergere con delicatezza, lascia un leggero film idrorepellente, particolarmente utile per il tettuccio, che resta esposto a lungo all’acqua piovana e al sole.
L’applicazione ideale avviene con Shampoo Glove, un guanto realizzato con materiali di alta qualità che permette di raggiungere agevolmente tutta l’area del tettuccio anche senza sforzi eccessivi, basta un gesto lento, controllato, sempre dall’alto verso il basso e senza mai premere troppo.

La sua trama morbida cattura lo sporco e lo trattiene, evitando che venga distribuito o trascinato sulla superficie. Così facendo la cera forma una barriera invisibile che facilita i lavaggi successivi e mantiene la vernice protetta e più resistente alle intemperie.
Chi invece possiede un’auto con vernice opaca, deve prestare ancora più attenzione perché i segni di corruzione della superficie risultano ancora più evidenti. Gli shampoo tradizionali potrebbero alterare la finitura e creare per altro aloni lucidi permanenti. In questi casi, la scelta giusta è Matt Paint Cleaner, un detergente pensato per pulire senza lucidare, mantenendo inalterata la texture opaca originale.
La luce sbagliata può rovinare tutto
Anche chi usa i prodotti giusti può sbagliare però il momento dedicato a questa attività e pulire il tettuccio sotto il sole diretto o con la carrozzeria ancora calda è uno degli errori più frequenti. Il motivo? Il calore accelera l’evaporazione del detergente, che rischia di asciugarsi prima di essere risciacquato. E quando ciò accade, restano aloni, macchie, striature, più fastidiosi sul tettuccio che altrove, perché si notano solo in controluce o in condizioni particolari, quando ormai è troppo tardi.

Un consiglio è quello di lavare l’auto all’ombra, preferibilmente al mattino presto o nel tardo pomeriggio, così da trovare un momento ideale per lavorare con calma, senza che la superficie scotti. Il tettuccio va diviso mentalmente in due o tre sezioni, così da lavare e risciacquare una parte alla volta, evitando che il prodotto agisca troppo a lungo.
Una volta terminato il lavaggio, si passa alla fase dell’asciugatura e anche questa richiede attenzione per evitare che si formino aloni fastidiosi. Usare un panno qualunque o, peggio, una pelle sintetica economica, può vanificare tutto il lavoro fatto, mentre è fondamentale dotarsi di accessori come Microfibre Cloth green, un panno in microfibra ad alta
assorbenza, progettato per asciugare senza graffiare, senza lasciare aloni, e senza necessità di sfregamenti. Il trucco è appoggiarlo, lasciarlo assorbire, e poi passare alla sezione successiva.
La manutenzione invisibile che premia
Pulire il tettuccio è un gesto che prolunga la vita dell’auto, che preserva la coerenza visiva dell’insieme, che evita, in sintesi, l’invecchiamento precoce della vernice, trasformandosi giorno dopo giorno in una zona di ossidazione domani. E anche se il danno non è immediato, col tempo diventa visibile e irreversibile.
La differenza è nel gesto, non nella quantità
Pulire il tettuccio, come ogni parte dell’auto, non è una questione di tempo o di tecnica complessa, ma una questione di attenzione e di saper selezionare e scegliere oltre ad un orario o un luogo adatto, anche le soluzioni e i prodotti migliori, proprio come le soluzioni The Care, più sicure, più efficaci, più precise. Perché la bellezza dell’auto non si misura solo in ciò che si vede da vicino, ma in tutto ciò che scegliamo di proteggere. Anche dove nessuno guarda.